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Qui, Pulcinella non balla la tarantella, ma un vivace can can alla Toulouse-Lautrec. E la solare cucina partenopea, nonché la cordiale simpatia del titolare napoletano Nicola Cascella, sposano amabilmente uno stile Liberty esibito sottovoce e in toni delicati. Insomma, un luogo a parte quello degli Amici del Liberty, fascinoso e familiare al tempo stesso. LA STANZA ROSSA - Ha le pareti rosso pompeiano la romantica saletta del ristorante. Con una storia fantasiosa alle spalle. Vuole infatti emulare la stanza di una donna che ha smesso di calcare le teatrali scene ma che adora ricordare il suo passionale passato. Ecco allora foto, oggetti e oggettini di ogni tipo, memorabilia d'amore, di viaggi, di amici e di momenti di vita. Uno spazio seducente e avvolgente, da prenotare per un tête-à-tête oppure da riservare per un'occasione speciale. Anche a gruppi di 12-18 persone. Il bello, contesto a parte? La possibilità di personalizzare il tutto: dalla carta dei vini al menu, passando per la musica dal vivo, con arpa, violino e flauto traverso. SOLLETICANDO I SENSI - Semplice e sincera, la cucina ha pure un certo sex appeal. Un po' per l'intrigante modo in cui vengono recitate le ricette. Un po' per la delicata eleganza con la quale sono presentate al tavolo. Piatti che si inchinano palesemente a 'O sole mio, ma anche al sole del Sud d'Italia. Sempre contemplando freschezza, qualità e stagionalità. Ecco allora la sfogliatella-cornucopia allo stoccafisso mantecato; i fiori di zucca con farcia di ricotta di bufala, scamorza e basilico; e lo sformatino di piovra, patate e gamberetti su passatina di ceci. Per poi passare agli spaghetti alla chitarra (fatti in casa) con pesto d'orto e aragostelle; ai ravioli di ricciola con vellutata di vongole; e ai paccheri di Gragnano (dell'antico pastificio Faella) alla moda di Totò. Mentre per secondo si può optare per la tavolozza di pesci marinati con tartare di tonno al centro; per l'orata dorata con tortino di spinaci e pinoli tostati; e per il millefoglie di spada al forno alla caprese. SE PO' FA - Nel senso che il menu è versatile, modulabile a seconda delle esigenze dell'ospite. Tutto si crea e tutto si trasforma. La brigata di cucina è sempre pronta a mettere a punto pietanze ad hoc. Se, invece, si preferisse la degustazione, basterebbe scegliere il "festival della mandibola", sequenza golosa di tre antipasti, primo e secondo a 32 euro (bevande escluse). Invece, da non dimenticare sono i dolci: pastiera, orgasmino (mousse di vaniglia e gianduia), tantra voglia (soufflé di cioccolato fondente al profumo di arancia), brivido caldo-freddo (un bicchierino di cioccolato caldo e uno di zabaione freddo), tiramisù (servito in cialda di cioccolato con ciuffo di panna), fruttini della Costiera Amalfitana e gelati casalinghi (al pistacchio, con peperoncino e tequila; al cioccolato, cannella, zenzero, amarene e Sangue di Giuda, e alla crema del Liberty). Rosoli al limone, liquirizia e mandarino a seguire. Pubblicato su MILANO DA BERE |
